La pieve di Rivoltella

La pieve di Rivoltella

Della pieve di Rivoltella, pur se ricordata nel 1145 (Rivoltellacum capellis et decimis, senza nessun’altra indicazione), abbiamo informazioni tarde ed imprecise. La prima attestazione certa è in un’iscrizione su una campana datata al 12 ottobre 1412. Nelle visite pastorali del 1529, 1541 e 1566 è detta di San Biagio e San Donino (a sua volta indicata nel 1541 come “plebe veteri”); in quella del 1530 è pieve di San Biagio e San Sebastiano; in quella del 1532 è parrocchiale di San Biagio e San Sebastiano; in altre visite è indicato il solo titolo di San Biagio, un santo al quale, nel vicino Trentino, sono state intitolate alcune chiese nell’XI secolo.
La pieve è stata costruita all’esterno di un castello, nel quale esisteva una chiesa intitolata a San Michele. In stato di abbandono all’inizio del ‘700 e inglobata poi nella canonica, ha come prima attestazione certa la visita pastorale del 1530, che precisa che è degli uomini del luogo. Nel 1532 il visitatore precisa che vi sorge accanto una domus nella quale abita l’arciprete. Il castello, fino al 1404 era in mano ai Boccaccio, che possedevano anche il Venzago (vedi scheda), si trovava su un dosso prospiciente la riva del lago. La posizione spiega anche il nome di Ripa alta, dal quale deriva il diminutivo Rivoltella. Qui la strada romana (via Gallica), seguendo il profilo della riva, faceva una curva caratteristica che alcuni hanno collegato al nome ad flexum della mansio, che però potrebbe essere stata all’imbocco della penisola di Sirmione, dove una carta del 1183 del monastero di Santa Giulia segnala una località Mudazone che allude verosimilmente alla mutatio = mansio della strada. Del castello di Rivoltella rimane ora solo una torre trecentesca; la parte verso nord è infatti franata nel lago nel XVI secolo.
Forse di fondazione antica sono altre due chiese, non lontane dalla pieve, costruite lungo la strada medievale che aveva sostituito quella romana in riva del lago. La prima attestazione della chiesa dei Santi Fermo e Rustico (ora San Giuseppe, titolazione aggiunta alle primi due, come risulta dalla visita pastorale del 1743) è nella visita del 1654, ma il titolo originario è particolarmente diffuso nel IX secolo e lo si ritrova, nel basso Garda, nel castello di Polpenazze (chiesa demolita nel XVI secolo) e a Scovolo su una villa romana (in comune di San Felice). Anche per la cappella detta Madonna della Villa, attestata per la prima volta nella visita pastorale del 1530, non abbiamo alcun elemento di datazione, salvo la sua relazione con la “villa”, agglomerato distinto dal castello sorto lungo la strada medievale da Sirmione a Desenzano. Nella medesima visita vengono ricordate anche le chiese di San Girolamo, giuspatronato della famiglia Scaino di Salò e per la quale non abbiamo alcun dato, di San Zeno, San Donino e San Martino.
Di San Pietro e San Michele non rimane che il toponimo e solo uno scavo potrebbe confermare la presenza di una chiesa. San Giorgio nella visita pastorale del 1530 è diruta; si trovava al confine con Lonato nella contrada di Visano (prediale romano), che nel 1770 era detta anche di San Cipriano e con quel nome è riportata nella mappa del catasto napoleonico.
Nel perimetrale est della cascina San Girolamo, ristrutturata in stile medievale negli anni ’80 del XIX secolo, si vede ora una monofora, del tutto simile a quella di San Donino, ma con l’archetto ricavato in un pilastrino con decorazione a treccia degli inizi del IX secolo. Tuttavia, il muro in cui è inserita la monofora ha un orientamento nord-sud che non si addice ad una chiesa altomedievale orientata canonicamente (est-ovest) e soprattutto il corpo di fabbrica cui appartiene non è rappresentato nella mappa napoleonica. Si tratta dunque di un falso che ha valorizzato il pilastrino altomedievale, già riutilizzato in una monofora romanica, ma per quale chiesa? La fase più antica di San Girolamo, ubicato ad ovest della cascina, è del XIV secolo e non vi sono evidenze più antiche. Il pilastrino carolingio ha i confronti più puntuali con alcuni elementi di arredo liturgico di Sirmione: proviene forse da lì?.

In conclusione, possiamo solo ipotizzare (come punto di partenza per ulteriori ricerche) che ad età altomedievale possano risalire le chiese di San Michele (sulla quale sarebbe poi sorto il castello) e dei Santi Fermo e Rustico, mentre in una seconda fase (nell’XI secolo?) potrebbero essere sorte la pieve di San Biagio e la cappella di Santa Maria della villa.

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